Cosa vedere

Coredo, situato in collina a 831 metri sul livello del mare, offre una vista meravigliosa sulla Val di Non e sui suoi monti, le Dolomiti di Brenta e le Maddalene.
Al centro del paese, la piazza, su cui si affaccia la monumentale chiesa di Santa Maria Assunta, eretta tra il 1943 e il 1948 su progetto dell´architetto Efrem Ferrari, in stile neo-rinascimentale. Sempre sulla via principale Casa Marta, edificio del XVI secolo, in stile veneziano. La facciata è ingentilita da una graziosa loggetta con colonnine in legno, sulla quale si apre un portalino incorniciato in pietra con un piccolo arco a tutto sesto che poggia su un architrave. Alla loggetta corrisponde, nel piano superiore, una trifora ariosa con le due colonne centrali a capitello dorico e archi in pietra. Casa Marta ha questo nome perchè vi abitò una donna di nome Marta andata sposa ad un Rizzardi che abitava là. Questa Marta deve essere stata una persona notevole, poichè, oltre al nome della casa, ha procurato alla famiglia uno dei tanti suoi soprannomi: i Rizzardi vengono anche chiamati Marta. In origine la casa era della famiglia Coredo.
In stile neoclassico il Palazzo Nero, costruzione quattrocentesca merlata, eretto nel 1460 per volere del principe vescovo Giorgio II Hack; il palazzo rimase per tutto il corso del secolo un’importante sede giurisdizionale. Il suo nome deriva probabilmente dai segni lasciati sulle sue pareti dagli incendi appiccati dai contadini in rivolta nel corso del Quattrocento.
La sua fama è tristemente nota in tutta la Val di Non soprattutto a causa dell’orribile rogo, che si svolse nella piazza antistante il palazzo, nel quale, nel 1614, persero la vita dieci persone accusate di stregoneria.
E’ noto soprattutto per la pregevole Sala del Giudizio, decorata con una serie di affreschi in stile gotico, ispirati alle saghe arturiane e carolinge, riportati alla luce a inizio Novecento, tra cui spicca il ciclo della Storia di Santa Genoveffa, la regina di Francia accusata ingiustamente di adulterio.

Da non perdere i Laghi di Coredo e Tavon, immersi in un suggestivo scenario alpino, in località Palù, poco fuori dall’abitato. Qui si possono trascorrere momenti di relax e tranquillità, passeggiare e andare in bici. In località 2 laghi si trova anche il  parco “al Palù”, attrezzato con aree pic-nic, percorso trekking e un ampio parco giochi per bambini. Nei laghi di Coredo e Tavon è anche possibile praticare la pesca sportiva. Non è richiesta licenza, è sufficiente un permesso giornaliero che viene rilasciato presso i bar del paese.
In località Due Laghi c’è l’Antica segheria veneziana, aperta al pubblico e funzionate nei giorni di sabato e domenica dalle 16.30 alle 19.

Dai Due laghi si può percorrere il Viale dei Sogni, un percorso immerso nel bosco; la strada sterrata si sviluppa lungo la traccia di un vecchio fosso irriguo, che una volta portava acqua ai campi.
Durante il percorso si trovano alcune indicazioni sulle specie arboree, e anche un piccolo parco giochi, quindi il tragitto è perfetto anche per un passeggiata con i bambini.
In totale, il “Viale dei Sogni” si percorre in una ventina di minuti.

Il Santuario di San Romedio, uno dei più caratteristici eremi d’Europa, sorge sulla vetta di uno sperone di roccia alto 90 metri. Qui San Romedio visse come eremita per molti anni, secondo quanto dice la leggenda in compagnia solo di un orso trentino.
Il santuario è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, che seguono la conformazione delle roccia, collegate tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini.Gli edifici che costituiscono il santuario sono di datazioni diverse; la costruzione più antica, sorta attorno alla tomba dell’eremita Romedio, risale intorno all’anno 1000.
Il santuario è raggiungibile dai Due laghi, percorrendo un’escursione a piedi nel bosco, oppure attraverso l’itinerario nella roccia, che parte dal Museo Retico di Sanzeno.

A circa 3 km, percorrendo la vecchia strada per Taio, sorge il Castel Bragher. Il castello prende il suo nome dal primo proprietario, un certo Bragherio di Coredo, che lo ricevette in feudo verso la fine del XIII secolo.
Inizialmente la costruzione era costituita solamente dal mastio centrale con funzione di controllo sulla strada che portava nell’abitato di Coredo.
Passato ben presto in proprietà  alla ricca famiglia Thun, Castel Bragher venne gradualmente arricchito, nel corso di quasi quattro secoli, fino a divenire una delle più eleganti residenze castellane della Val di Non.
Gli edifici si susseguono in altezza ricoperti dalle tradizonali scandole (tegole in larice).
Nel cortile la chiesetta di San Celestino, consacrata nel 1452, custodisce un prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi del pittore Jacopo Sunter sul tema della Passione di Cristo.
Ancora di proprietà dei discendenti della famiglia Thun il castello non è oggi visitabile.

Altra tappa imperdibile, è la Malga di Coredo, raggiungibile in auto in circa 30 minuti. Da qui sono possibili molteplici passeggiate, alcune delle quali conducono alla vista di panorami indimenticabili sula Valle dell’Adige.
La malga fornisce un servizio di ristoro con piatti tipici di produzione propria e trentina.
Luogo ideale per le famiglie, nella fattoria didattica potrete approfondire la conoscenza degli animali, dei segreti della montagna, della sua storia e delle sue tradizioni.